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Sintesi.

Lo sviluppo economico europeo del Basso Medioevo coincise con la piena
affermazione  del  feudalesimo, un sistema politico  che  proprio  nei
secoli  undicesimo  e  dodicesimo  si  diffuse  ampiamente  in   tutta
l'Europa.
Il  feudalesimo, termine con il quale si intende oggi indicare  da  un
lato  una  economia basata sul latifondo e sulla servit,  dall'altro,
genericamente,  una  societ  povera di  istituzioni  statali,  fu  un
fenomeno storico del Medioevo, ma frutto di pi lontane origini:  esso
trova  le sue radici nelle consuetudini della societ germanica, nella
quale  i  pi valorosi guerrieri si circondavano di fedeli seguaci  ed
ascendevano  ai  vertici politici. Presso i Franchi la  fedelt  e  la
sottomissione  dei vassalli ai grandi signori veniva ricompensata  con
la temporanea concessione di terre, l'usufrutto delle quali consentiva
il  mantenimento  un  costoso esercito di  cavalieri;  tali  terre  si
chiamarono  "benefci", ed in seguito "feudi". Carlo Magno  amministr
il   suo   impero  affidandone  le  circoscrizioni  non  a  funzionari
professionali, scomparsi con l'impero romano, ma a parenti e  amici  a
lui  fedeli, che a loro volta le ripartivano tra i seguaci pi fidati.
La   decadenza  della  dinastia  carolingia  e  le  ultime   invasioni
rafforzarono il potere di signori e signorotti, che in cambio del loro
aiuto militare ai vari monarchi contendenti ottenevano sempre maggiori
diritti  e  prorogative,  una  volta  spettanti  al  re.  I  feudatari
riuscirono   cos   a  dominare  dai  loro  castelli   il   territorio
circostante,  sfruttando il lavoro contadino e vessando  con  tasse  e
balzelli campagne, citt e villaggi.  (Paragrafo 1).
Il  sistema feudale si afferm ulteriormente con la conquista normanna
dell'Italia meridionale e dell'Inghilterra. In Francia il  potere  del
re  era  molto  limitato e si scontrava continuamente con  quello  dei
feudatari.   (Paragrafo 2).
La   decadenza  morale  della  Chiesa,  con  l'elezione   dei   quadri
ecclesiastici nelle mani dell'aristocrazia laica, suscit  una  vivace
reazione  spirituale che, partendo dall'abbazia di Cluny, in  Francia,
si  diffuse  in  tutta  Europa, coinvolgendo laici  ed  ecclesiastici;
sempre in Francia vennero fondati gli ordini monastici dei certosini e
dei cistercensi.  (Paragrafo 3).
Nel  Sacro Romano Impero, in particolare, sotto la persistente  azione
della riforma spirituale, cominci a profilarsi un duro scontro fra il
papa,   che   rivendicava   il   diritto   all'elezione   dei   quadri
ecclesiastici,  e  l'imperatore, che invece deteneva  saldamente  tale
potere di nomina.   (Paragrafo 4).
Quando  sal  al  soglio pontificio un papa profondamente  riformatore
come Gregorio settimo, che teorizz l'assoluta legittimit del primato
papale  anche  nei  confronti  dell'imperatore,  quest'ultimo,   nella
persona  di Enrico quarto di Franconia, reag con violenza. Cominciava
cos  la  "lotta  per le investiture", che provoc guerre,  rivolte  e
distruzioni, coinvolgendo feudatari, prelati e citt. Dopo un  periodo
di  trattative  fra  la  curia papale e la  corte  imperiale,  con  il
concordato  di Worms (1122) si arriv ad un compromesso:  il  papa  si
riappropriava   del  diritto  dell'elezione  degli  ecclesiastici;   e
l'imperatore   avrebbe   continuato   a   concedere   benefici    agli
ecclesiastici, e a nominarli suoi feudatari.
L'istanza  pi  radicale  della riforma - la ricerca  della  primitiva
purezza  del  Cristianesimo  -  venne  cos  a  mancare  o  ad  essere
appannaggio  di  isolati  spiriti  religiosi  e  di  sette  ereticali.
(Paragrafo 5).
